{"product_id":"pronomi","title":"Pronomi","description":"\u003cdiv\u003e\u003ctable border=\"0\" class=\"table table-responsive\"\u003e\u003ctbody\u003e\n\u003ctr\u003e\n\u003ctd\u003e\u003cb\u003eEan \u003c\/b\u003e\u003c\/td\u003e\n\u003ctd\u003e9788806267568\u003c\/td\u003e\n\u003c\/tr\u003e\n\u003ctr\u003e\n\u003ctd\u003e\u003cb\u003eTitolo\u003c\/b\u003e\u003c\/td\u003e\n\u003ctd\u003ePRONOMI \u003c\/td\u003e\n\u003c\/tr\u003e\n\u003ctr\u003e\n\u003ctd\u003e\u003cb\u003eAutore\u003c\/b\u003e\u003c\/td\u003e\n\u003ctd\u003eTESTA ENRICO \u003c\/td\u003e\n\u003c\/tr\u003e\n\u003ctr\u003e\n\u003ctd\u003e\u003cb\u003eEditore\u003c\/b\u003e\u003c\/td\u003e\n\u003ctd\u003eEINAUDI\u003c\/td\u003e\n\u003c\/tr\u003e\n\u003ctr\u003e\n\u003ctd\u003e\u003cb\u003eCollana\u003c\/b\u003e\u003c\/td\u003e\n\u003ctd\u003eGLI STRUZZI. NUOVA SERIE\u003c\/td\u003e\n\u003c\/tr\u003e\n\u003ctr\u003e\n\u003ctd\u003e\u003cb\u003eData pubblicazione\u003c\/b\u003e\u003c\/td\u003e\n\u003ctd\u003e16\/09\/2025\u003c\/td\u003e\n\u003c\/tr\u003e\n\u003c\/tbody\u003e\u003c\/table\u003e\u003c\/div\u003e«Rivendico il diritto all\u0026amp;rsquo arte del saccheggio, alla non-oggettività, alla contraddizione, al procedere non scientifico, al libero prelievo di testi altrui e al loro casuale sovrapporsi e pure al loro confliggere». Con grande sincerità e senza alcun timore di essere \u0026amp;ldquo politically incorrect\u0026amp;rdquo , un linguista si scompone nelle sue manie e passioni, idiosincrasie e valori. La poesia e il jazz, l\u0026amp;rsquo irritazione per i luoghi comuni ricorrenti e il pensiero unico, le parole e il destino delle lingue, i vivi e i morti, le differenze e le analogie, l\u0026amp;rsquo intelligenza artificiale e quella artificiosa, la filosofia grammaticale e l\u0026amp;rsquo ironica saggezza dell\u0026amp;rsquo interpunzione... tutto questo e molto altro ancora creano un indimenticabile «me stesso», castello di carte e di carta nell\u0026amp;rsquo infinito gioco del mondo. Mettiamo che un linguista, che è anche un poeta, decida di descrivere senza remore ciò che vede e pensa del mondo, osservandolo dalla sua finestra affacciata su un tramonto occidentale. E, per farlo, cominci con l\u0026amp;rsquo aprirla... Se perciò vi attendete che questo libro sia un monologo, o un soliloquio, abbandonate da subito l\u0026amp;rsquo ipotesi: l\u0026amp;rsquo \u0026amp;ldquo io\u0026amp;rdquo narrante non sarà mai solo. Perché i linguisti parlano, certo, ma soprattutto ascoltano. Se poi sono anche poeti sentono perfino i rumori bianchi, le pause, gli a capo. E da quella finestra d\u0026amp;rsquo Occidente entra davvero di tutto. E irrompe con una folla di voci. E interrompe \u0026amp;ldquo io\u0026amp;rdquo . Di continuo. Ma forse è per l\u0026amp;rsquo appunto nell\u0026amp;rsquo essere interrotti che si diventa davvero sé stessi: nella propria libera e liberatoria reazione a ciò che, da fuori (ma anche da dentro), ci avvolge costantemente di parole. Quella reazione che è un discrimine e un vaglio, un generatore di categorie, di dilezioni, di appartenenza, di rifiuto. E quindi di pronomi. Il fastidio tremendo di fronte alle vocette che blaterano parole alquanto cretine ma di moda l\u0026amp;rsquo idiosincrasia per le astrusità pompose e spesso vuote di senso pronunciate in tono impostato (di solito un po\u0026amp;rsquo nasale) o, al contrario, l\u0026amp;rsquo incanto per frasi perfette di cui condividiamo i contenuti la familiarità con le voci dei defunti che ci risuonano ancora nella mente la consonanza con certi versi indimenticabili di poesie e canzoni... ecco, tutto questo finisce per creare il sospensivo \u0026amp;ldquo loro\u0026amp;rdquo di cui spesso poco ci fidiamo, l\u0026amp;rsquo ecumenico \u0026amp;ldquo noi\u0026amp;rdquo (ma non sempre è vero), il losco \u0026amp;ldquo voi\u0026amp;rdquo , l\u0026amp;rsquo intimo tu (con cui però ci apostrofa anche l\u0026amp;rsquo interlocutore che abbiamo dentro la testa, di solito contraddicendoci). La sintassi dell\u0026amp;rsquo \u0026amp;ldquo io\u0026amp;rdquo è l\u0026amp;rsquo esito di continue scelte grammaticali, meditate o divaganti, ci dice il linguista. E il poeta sorridendo aggiunge: fai attenzione alle autobiografie involontarie, perché potrebbero essere la tua.","brand":"Testa enrico","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":55666685739332,"sku":"9788806267568","price":20.0,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0945\/2725\/8948\/files\/9788806267568g.jpg?v=1776241906","url":"https:\/\/shop.palazzoroberti.it\/en\/products\/pronomi","provider":"Shop - Libreria Palazzo Roberti","version":"1.0","type":"link"}