{"product_id":"ricordando-i-luoghi-autobiografia","title":"Ricordando i luoghi - autobiografia","description":"\u003cdiv\u003e\u003ctable border=\"0\" class=\"table table-responsive\"\u003e\u003ctbody\u003e\n\u003ctr\u003e\n\u003ctd\u003e\u003cb\u003eEan \u003c\/b\u003e\u003c\/td\u003e\n\u003ctd\u003e9788854534360\u003c\/td\u003e\n\u003c\/tr\u003e\n\u003ctr\u003e\n\u003ctd\u003e\u003cb\u003eTitolo\u003c\/b\u003e\u003c\/td\u003e\n\u003ctd\u003eRICORDANDO I LUOGHI - AUTOBIOGRAFIA \u003c\/td\u003e\n\u003c\/tr\u003e\n\u003ctr\u003e\n\u003ctd\u003e\u003cb\u003eAutore\u003c\/b\u003e\u003c\/td\u003e\n\u003ctd\u003eRYKWERT JOSEPH \u003c\/td\u003e\n\u003c\/tr\u003e\n\u003ctr\u003e\n\u003ctd\u003e\u003cb\u003eEditore\u003c\/b\u003e\u003c\/td\u003e\n\u003ctd\u003eNERI POZZA\u003c\/td\u003e\n\u003c\/tr\u003e\n\u003ctr\u003e\n\u003ctd\u003e\u003cb\u003eCollana\u003c\/b\u003e\u003c\/td\u003e\n\u003ctd\u003eLA QUARTA PROSA\u003c\/td\u003e\n\u003c\/tr\u003e\n\u003ctr\u003e\n\u003ctd\u003e\u003cb\u003eData pubblicazione\u003c\/b\u003e\u003c\/td\u003e\n\u003ctd\u003e03\/04\/2026\u003c\/td\u003e\n\u003c\/tr\u003e\n\u003c\/tbody\u003e\u003c\/table\u003e\u003c\/div\u003eC\u0026amp;rsquo è una frase, tra quelle che Rykwert ricorda nelle sue memorie, che fornisce in un certo senso la chiave di lettura del libro, e, forse, di tutta la sua opera: «L\u0026amp;rsquo architettura è un edificio che racconta una storia» \u0026amp;ndash non una costruzione, ma un\u0026amp;rsquo abitazione, se la storia che l\u0026amp;rsquo architettura racconta non può essere che quella degli uomini che vi hanno abitato. Le memorie di Rykwert compitano parola per parola questa storia che l\u0026amp;rsquo architettura dei luoghi non smette di raccontare. Dall\u0026amp;rsquo infanzia in una famiglia colta e benestante della borghesia ebrea di Varsavia fino alla Londra in cui i Rykwert si rifugiano allo scoppio della guerra poi l\u0026amp;rsquo Italia degli anni \u0026amp;rsquo 50, vista in un anti-Grand Tour (Bergamo-Milano-Venezia-Mantova-Roma), dove scopre che nella «forma di vita degli italiani [...] intreccio di convivialità e architettura» poteva sentirsi a suo agio come in nessun altro posto. E sempre ai luoghi sono indissolubilmente legate le persone che li abitano: dal leggendario nonno Benjamin (dziadzius, \u0026amp;ldquo il nonnino\u0026amp;rdquo , come lo chiamava in polacco il piccolo Joseph) nella casa e nella sinagoga dell\u0026amp;rsquo infanzia alla Student Movement House in Gower Street dove incontra Canetti, «grassoccio, baffuto, con un impermeabile di gabardine troppo lungo e una valigetta portadocumenti sdrucita [\u0026amp;hellip ] a cui il potere interessava più di ogni altra cosa» dalla Parigi di Gabriel Marcel, «piccolo e burbero [\u0026amp;hellip ] che sembrava l\u0026amp;rsquo incarnazione della France profonde», alla Roma di Bobi Bazlen, «buon ascoltatore» ma «saturnino e minaccioso», e di Bruno Zevi, col quale si lega in una «litigiosa amicizia» durata cinquant\u0026amp;rsquo anni. E ancora il Messico di Ivan Illich, e Milano e il gruppo di architetti intorno a Ernesto Rogers e Gio Ponti, e Zurigo, dove visita più volte Siegfried Giedion, che gli contagia «la sua passione per la ricerca delle origini sia dell\u0026amp;rsquo arte che dell\u0026amp;rsquo architettura». È questo coinvolgimento «appassionato, carnale» con la struttura e la materia dei luoghi fatti dagli uomini che distingue le memorie di questo grande non soltanto storico ma anche archeologo e filosofo dell\u0026amp;rsquo architettura da quelle che riempiono oggi gli scaffali delle librerie. G.A.","brand":"Rykwert joseph","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":56587740971332,"sku":"9788854534360","price":30.0,"currency_code":"EUR","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0945\/2725\/8948\/files\/9788854534360g_36196202-b583-4be8-ba61-7289c3dc6a15.jpg?v=1775643424","url":"https:\/\/shop.palazzoroberti.it\/products\/ricordando-i-luoghi-autobiografia","provider":"Shop - Libreria Palazzo Roberti","version":"1.0","type":"link"}