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Seduta nelle tribune dell&rsquo aula di Norimberga dove era in corso il processo contro gli «uomini di Hitler», Gitta Sereny era rimasta colpita dalla compostezza esemplare di uno degli imputati. Di quell&rsquo uomo che «ascoltava immobile e attento con il volto impassibile, a eccezione degli occhi scuri e intelligenti», sapeva solo che era Albert Speer, l&rsquo architetto e poi ministro degli Armamenti del Reich, nonché membro della cerchia più stretta del Führer. Trent&rsquo anni più tardi, dopo aver letto 'In quelle tenebre' &ndash il libro-intervista che Sereny aveva dedicato al caso del comandante di Treblinka Franz Stangl &ndash , Speer decise di contattare l&rsquo autrice e di invitarla nella sua casa a Heidelberg per ripercorrere con lei la sua storia. All&rsquo epoca, lui aveva scontato una lunga detenzione nel carcere di Spandau, dove aveva scritto clandestinamente circa milleduecento pagine di riflessioni e memorie e aveva avviato, sotto la guida di un pastore calvinista ed ex membro della resistenza francese, l&rsquo ostinato e quasi maniacale tentativo di fare i conti con il proprio passato che lo avrebbe impegnato fino alla morte. Lei veniva da anni di indagini sugli orrori della Germania nazista e, incontrandolo di persona, percepì subito un&rsquo incongruenza tra il tono altezzoso, «autoritario e arrogante» dei mea culpa che fluivano «troppo prontamente» dalle labbra dello Speer pubblico, e quell&rsquo uomo timido, dotato di humour e fascino, abitato da una profonda tristezza, che le parlava «con una strana inflessione interrogativa nella voce». Catturata da un&rsquo ambivalenza tanto sconcertante, Sereny si prefisse lo scopo di «comprendere Albert Speer», costruendo questa memorabile inchiesta basata sulle lunghe conversazioni che per molti anni intrattenne con lui, e spingendosi tanto a fondo nell&rsquo interrogazione del suo conflitto interiore da determinare una vicinanza che le costò numerose critiche &ndash fu lei stessa una volta a definirlo senza difficoltà «un uomo superiore», e si dovrebbe riflettere sul peso di questa affermazione, e su chi la pronuncia. Affiora così il ritratto &ndash in cui pure restano zone d&rsquo ombra, e non potrebbe essere altrimenti &ndash di un uomo che, dopo aver smesso i panni di ministro del Reich, non ha potuto far altro che tentare di elaborare, per il resto della vita, la sequenza fattuale ed emotiva della propria soggezione al carisma di Adolf Hitler.
Disponibile
| Ean | 9788845939907 |
| Titolo | ALBERT SPEER - LA SUA BATTAGLIA CON LA VERITA' |
| Autore | SERENY GITTA |
| Editore | ADELPHI |
| Collana | LA COLLANA DEI CASI |
| Data pubblicazione | 13/05/2025 |