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Il doge di Venezia, per quanto chiuso in una gabbia dorata di costrizioni rituali e condizionamenti politici, fu nei secoli la massima autorità rappresentativa, quasi l&rsquo incarnazione pubblica dello Stato Marciano. Come tale, gli toccava l&rsquo onore di essere immortalato in un ritratto ufficiale da porre lungo un fregio che correva sotto il soffitto della sala del Maggior Consiglio, e più tardi della sala dello Scrutinio, in Palazzo Ducale, affinché &ndash diceva a metà Ottocento Francesco Zanotto&ndash «rimanesse una iconografia parlante di quegli uomini che si distinsero per sapienza, valore, giustizia, acutezza di mente[&hellip ] con l&rsquo intendimento che la vista di quelle immagini servisse a pungolo ed emulazione ne&rsquo successori, e ne&rsquo riguardanti destasse venerazione verso la memoria». L&rsquo osservazione delle effigi, ma soprattutto l&rsquo analisi delle iscrizioni latine dei cartigli (composte in versi, per larga parte dei dogi che precedono l&rsquo anno 1500), permette di ripercorrere la parabola della storia millenaria della Repubblica attraverso le vicende e le gesta di quei personaggi, sino al mesto epilogo dei tempi ultimi.
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| Ean | 9788883149023 |
| Titolo | DOGI NEI RITRATTI PARLANTI DI PALAZZO DUCALE A VENEZIA |
| Autore | MASTRANDEA P. - PEDROCCO S. |
| Editore | CIERRE EDIZIONI |
| Data pubblicazione | 25/09/2017 |