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Questo libro costituisce la continuazione dei due precendenti volumi che l&rsquo autore ha dato alle stampe nel 2015 (La Magnifica Città e la mercatura della seta) e nel 2019 (La Magnifica Città e la Borghesia produttiva), entrambi per Cierre edizioni, in cui sono trattate le vicende economiche di Vicenza dal secolo XVI al XVIII, periodo in cui la città si trovava sotto il dominio della Serenissima. In questa terza opera l&rsquo autore si focalizza sulle crisi economico-sociali che si abbatterono su Vicenza nel lungo secolo XVI. Il periodo si apre con l&rsquo istituzione del Monte di pietà nel 1486 e si chiude con la catastrofica peste dell&rsquo anno 1630. La città in questa epoca godette di un periodo di crescita economica, ma alzando l&rsquo oleografico velo &ldquo palladiano&rdquo non fu di certo una età dell&rsquo oro per la popolazione, e in particolare per i ceti meno abbienti. Crisi climatiche, carestie, guerre, epidemie e l&rsquo inflazione, quest&rsquo ultima documentata dall&rsquo aumento del prezzo del frumento, causarono frequenti crisi di sussistenza ai ceti più poveri. Le intemperie climatiche provocarono ondate di gelo intenso, che fecero ghiacciare la laguna di Venezia o l&rsquo Adige e seccarono le colture arboree, accaddero fenomeni piovosi assai intensi con il seguito di inondazioni, si verificarono momenti di bruschi cambiamenti di temperatura, che danneggiarono i raccolti e la bachicoltura. Negli ultimi due decenni del Cinquecento contribuì a questi eventi avversi pure l&rsquo esplosione di alcuni vulcani nell&rsquo emisfero australe. Le carestie ne furono la diretta conseguenza, apportando fame e morte per inedia ai miserabili della città e della campagna. La denutrizione, le turbe affamate dei poveri dirette alla città, l&rsquo affollamento, la scarsa igiene, le guerre o comunque la presenza degli eserciti, incubarono bacini socio-biologici di pestilenza. La peste del 1577 e quella più terribile dell&rsquo anno 1630 non furono le uniche piaghe morbose del lungo secolo, alla Storia documentata assurse la sifilide ed il tifo esantematico spesso accompagnò e seguì le annate carestose. Per contrastare queste terribili sofferenze individuali e comunitarie agirono le fraglie laiche e religiose, la Chiesa, il Comune e la Repubblica veneta, a sostegno delle frange deboli della popolazione in un&rsquo opera, che possiamo definire di Welfare. Utilizzando le risorse finanziarie del Monte di Pietà, i prestiti dei privati e talvolta quelli di Venezia il Comune divenne il perno primo e principale dell&rsquo aiuto ai poveri, ai monasteri e agli ospedali od ospizi con gli acquisti e la distribuzione dei cereali e la dispensa delle elemosine. L&rsquo erezione dell&rsquo ospedale dei mendicanti del 1575 fu il tentativo di dare un concreto rifugio ai miserabili, mentre una testimonianza della penetrazione durante il lungo secolo dell&rsquo assistenza nel tessuto sociale e della avvertita sensibilità alle condizioni della fascia fragile della popolazione si riscontra nelle vicende cinquecentesche della fraglia secreta di S. Girolamo, che si aprì dapprima alla cura dei sifilitici, poi degli orfani abbandonati e dal &rsquo 90 si dedicò col nome di Pia Opera della Carità alla cura a domicilio dei poveri infermi della città.
Disponibile
| Ean | 9788855203630 |
| Titolo | FRAGILITA' DELLA CITTA' - CLIMA CARESTIE EPIDEMIE GUERRE A VICENZA NEL LUNGO SECOLO XVI |
| Autore | PRANDIN RUGGERO |
| Editore | CIERRE EDIZIONI |
| Data pubblicazione | 23/04/2026 |