SUL SUBLIME di HALLIWELL STEPHEN (A CURA DI)

SUL SUBLIME di HALLIWELL STEPHEN (A CURA DI)

SUL SUBLIME di HALLIWELL STEPHEN (A CURA DI)

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Ean 9788804738046
TitoloSUL SUBLIME
AutoreHALLIWELL STEPHEN (A CURA DI)
EditoreMONDADORI
CollanaSCRITTORI GRECI E LATINI
Data pubblicazione07/09/2021
I cavalli degli dèi balzano in aria d'un colpo quanto lontano abbraccia con gli occhi un uomo che da un'altura scruta il mare colore del vino: Omero, nell''Iliade', misura «il loro slancio su distanze rapportate all'universo intero», e se quei cavalli saltassero due volte non ci sarebbe più spazio al mondo. Nell''Odissea' quello stesso Omero, ora vecchio, è come un sole al tramonto, «simile all'Oceano che retrocede in sé stesso e si isola nei propri confini». L''Iliade' è capace di rappresentare il divino come grande, immacolato, puro. Allo stesso modo il libro biblico della 'Genesi', raccontando «Dio disse: sia la luce. E la luce fu», fa mostra della medesima sublime potenza. Chi parla così è l'autore, al quale non riusciamo a dare un nome, del breve trattato 'Sul sublime', quello che, dopo la 'Poetica' di Aristotele, ha conosciuto maggior fortuna nella cultura occidentale colui che ha consacrato per sempre la nozione di tutto ciò che è elevato, possente di sentimento, agonistico, vibrante nel cuore stesso degli esseri umani, e nella letteratura: nell'epica, nella tragedia, nella lirica, nell'oratoria - in Omero, Saffo, Sofocle, Platone, Demostene. «Una sorta di apice e perfezione dei discorsi», e «un punto di partenza grazie a cui i massimi poeti e prosatori primeggiarono e abbracciarono l'eternità con la loro fama», ecco cos'è il sublime per questo scrittore: il quale sostiene altresì che sua caratteristica precipua è l'appagare il pubblico «con la sensazione che gli ascoltatori stessi abbiano creato quello che hanno ascoltato», perché il sublime predispone alla grandezza del pensiero e richiede, ma anche restituisce, una «contemplazione reiterata». La Fondazione Valla ha affidato la cura dello scritto 'Sul sublime' al maggiore studioso del campo, Stephen Halliwell, il quale ha composto una introduzione e un commento che faranno scuola. Lo affianca Massimo Fusillo, redigendo un saggio ispirato che racconta, in parole e immagini, l'eredità del sublime attraverso i due millenni successivi: dal Medioevo al Rinascimento, da Burke a Kant, da Coleridge a Shelley, da Caspar David Friedrich a Turner, sino alle «epifanie moderniste» e alle «contaminazioni postmoderne». Laura Lulli è autrice della nuova, fedele traduzione del trattato.