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Demone di dostoevskij - il sesso la morte il linguaggio
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Ean 9788855223942
Titolo DEMONE DI DOSTOEVSKIJ - IL SESSO LA MORTE IL LINGUAGGIO
Autore KRISTEVA JULIA
Editore DONZELLI
Collana SAGGI. ARTI E LETTERE
Data pubblicazione 16/12/2022
La coscienza europea è posseduta dalla presenza di Fëdor Dostoevskij, genio tormentato e profetico: le sue parole hanno avuto un rilievo cruciale per filosofi e scrittori come Nietzsche, Proust e Kafka, ma anche per registi come Visconti, Bresson e Kurosawa, per citarne solo alcuni. Il «contorto scrittore russo», come lo definiva Freud in una lettera, è intrinsecamente legato al mondo da cui proviene, ma è anche il più europeo degli scrittori, se è vero, come diceva Joyce, che a Dostoevskij dobbiamo la creazione della prosa contemporanea, da lui portata a un?intensità impareggiabile. «Ovunque e in ogni cosa ho vissuto fino al limite estremo, e ho passato la mia vita a superarlo», scriveva Dostoevskij all?amico poeta Anton Majkov nel 1867. E il limite l?ha davvero oltrepassato, rinnovando ogni volta la scommessa sulla potenza della parola e sfidando il nichilismo e il suo doppio, l?integralismo, attraverso la gioiosa esplosione polifonica del linguaggio. «Se priviamo gli uomini dell?infinitamente grande», scriveva Dostoevskij, «non vorranno più vivere, moriranno di disperazione. L?illimitato e l?infinito sono così indispensabili all?uomo come il piccolo pianeta su cui abita». Lettrice d?eccezione di Dostoevskij, Julia Kristeva ne svela in questo densissimo libro la sorprendente attualità. I personaggi parossistici e autodistruttori che popolano le sue opere, fra mostri patetici e insetti insignificanti, presentano già la matrice carceraria dell?universo totalitario, che si rivelerà nella Shoah, o nel Gulag, e che oggi viviamo nel controllo operato dall?onnipresenza della tecnica. Dostoevskij, dunque, «profeta della nostra modernità»: attraverso la lettura di Kristeva l?uomo entra con la sua opera nel terzo millennio dove, infine, «tutto è permesso». E le angosce degli internauti si fondono, nel sottosuolo, ai demoni di Dostoevskij.

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