Passa alle informazioni sul prodotto
Fra i filosofi del Novecento, Michel Foucault è quello che più di altri ha posto in discussione il rapporto tra medicina, economia e potere. Nel 1974 – l'«anno ippocratico di Michel Foucault», come lo definisce Paolo Napoli nella sua introduzione – il pensatore francese, nell'ambito di un ciclo di conferenze tenute a Rio de Janeiro, delineò le tappe della nascita della medicina sociale, partendo da un interrogativo: perché, e da quale momento, la medicina si è trasformata in una strategia biopolitica? La salute degli individui diventa oggetto del potere dalla seconda metà del XVIII secolo, allorché le esigenze del nascente capitalismo pongono il corpo – inteso come forza lavoro produttiva – al centro di un paradigma politico basato sulla medicalizzazione della società. Partendo dall'assunto che il controllo della società sugli individui avviene anche attraverso il corpo, Foucault in quelle conferenze inizia a tratteggiare la nozione di «biopolitica», oggi molto abusata, ponendo degli interrogativi quanto mai attuali: qual è il rapporto tra medicina e potere? In che modo i dispositivi di potere/sapere devono modellare il corpo per ottenere un'efficace razionalizzazione della forza produttiva della popolazione?
Non disponibile
| Ean | 9788855222204 |
| Titolo | MEDICINA E BIOPOLITICA - LA SALUTE PUBBLICA E IL CONTROLLO SOCIALE |
| Autore | FOUCAULT MICHEL |
| Editore | DONZELLI |
| Collana | SAGGINE |
| Data pubblicazione | 08/07/2021 |