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La storia dell&rsquo umanità è costellata di massacri. L&rsquo Europa moderna vi ha contribuito in modo decisivo, esportandoli su scala mondiale, con la conquista del resto del mondo nell&rsquo arco di oltre mezzo millennio. Ma tra le innumerevoli tragedie di cui è stata artefice, la coscienza europea si è vista lacerata in modo indelebile dall&rsquo evento della Shoah. Lo sterminio di milioni di persone, condotto in base a stereotipi legati ai fantasmi della razza o della religione, rese visibile quell&rsquo orrore che la civiltà europea aveva praticato innumerevoli volte nelle Americhe, in Africa, Asia e Oceania, e che era stato percepito nelle nazioni colonizzatrici in modo molto sfumato. L&rsquo esigenza di raccontare eventi come il genocidio degli ebrei, dei rom e dei popoli slavi, ha prodotto un cortocircuito tra l&rsquo estetica e l&rsquo etica. Come sarebbe stato possibile raccontare eventi così tragici ed estremi senza cadere nella spettacolarizzazione dell&rsquo orrore, senza tradire la memoria dei testimoni e offendere il martirio delle vittime? L&rsquo impossibilità della rappresentazione di una tragedia di tale portata, e al contempo la sua imprescindibile necessità, è l&rsquo argomento di questo libro. Molti registi hanno cercato in vario modo di assumere queste contraddizioni insanabili, e tali questioni sono presto divenute universali. Auschwitz non ha mai cessato di ripetersi. Rappresentare il male supremo è ancora un&rsquo esigenza dell&rsquo arte, mentre l&rsquo orologio dell&rsquo apocalisse avanza inesorabile.
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| Ean | 9791222326375 |
| Titolo | RAPPRESENTARE L'IRRAPRESENTABILE - LO SGUARDO OBLIQUO NEL CINEMA SULLA SHOAH E IN ALTRE CATASTROFI |
| Autore | AA.VV. DALLA VIGNA P. (CUR.) |
| Editore | MIMESIS |
| Collana | MIMESIS-CINEMA |
| Data pubblicazione | 02/12/2025 |