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Stadi del sentiero 2
Disponibile
Ean 9791280340924
Titolo STADI DEL SENTIERO 2
Autore GYATSO TENZIN (DALAI LAMA)
Editore UBILIBER
Collana LINFA
Data pubblicazione prevista 11/09/2026
Si completa con il secondo tomo 'Gli stadi del sentiero', la monumentale opera del quattordicesimo Dalai Lama. Se nel primo volume si è potuti entrare a contatto con la summa del suo pensiero, approfondendo il rapporto tra buddhismo, scienza e altre religioni, in questo ci ritroviamo tra le mani un vero e proprio manuale di pratica buddhista. Nel solco dell’antichissima tradizione del lamrim iniziata da Lama Tzongkhapa, l’attuale Dalai Lama presenta qui la sua esegesi della Trasmissione orale di Mañjusri, un trattato sugli stadi del sentiero redatto dal quinto Dalai Lama, noto come il Grande Quinto, e considerato uno dei testi fondamentali della letteratura buddhista tibetana. Brano dopo brano, attraverso i commenti frutto del confronto costante con i maestri del passato e del dialogo continuo con la realtà concreta dei nostri giorni, si dipana il significato più intimo del messaggio del Buddha per chi segue oggi questo insegnamento e può così intraprendere il proprio percorso graduale verso l’illuminazione, fondato sulla riflessione dei principali concetti buddhisti e sull’addestramento della mente alle virtù della gentilezza amorevole, della generosità, della pazienza, della concentrazione. Ma in realtà, come sottolinea lui stesso, queste pagine non sono solo un prezioso strumento per chi si dedica alla pratica: sono rivolte a chiunque, a monaci e monache, a laici e laiche, tibetani e non, e addirittura a chi è ostile a tutto ciò che ha a che fare con la religione, perché rappresentano il naturale completamento di un lavoro imprescindibile, capace di ridisegnare il rapporto con l’etica e la spiritualità, con il nobile obiettivo di migliorare il nostro approccio alla vita, alle relazioni e all’ambiente secondo i princìpi di una tradizione millenaria che ha ancora molto da insegnare sulla mente e sulla nostra capacità di governarla. Questo lamrim contemporaneo è un invito a riaccendere il nostro senso di responsabilità: imparare a coltivare il bene dentro di sé non è un gesto privato, ma un atto di cura che doniamo al mondo intero, il primo passo verso un modo più consapevole di abitare la vita.

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