Non sa nulla di letteratura, filosofia e astronomia, ma conosce tutto di droghe e veleni, suona bene il violino ed è abilissimo nel pugilato e nella scherma. John Watson, ufficiale medico in congedo dalla seconda guerra afghana, studia con curiosità l'enigmatico coinquilino con cui divide l'alloggio al 221B di Baker Street, un certo Sherlock Holmes. Che la sua vera professione sia quella di investigatore privato lo scopre quando Scotland Yard affida a Holmes le indagini su un misterioso delitto: in una casa abbandonata è stato ritrovato il cadavere di un uomo che non reca sul corpo alcuna traccia di violenza. Con logica impeccabile a partire dall'osservazione di piccoli, insignificanti indizi e con strabiliante acutezza psicologica Holmes risolverà brillantemente il caso - un caso che, in un ardito flashback, ci trasporta nelle lontane terre dei Mormoni - affiancato dallo stesso Watson che nel corso dell'inchiesta ne diventerà amico fidato e inseparabile collaboratore. Pubblicato nel 1887, Uno studio in rosso segna il debutto del celebre detective, la nascita di una coppia di culto e l'affermazione di un nuovo genere di racconto poliziesco destinato a grande fortuna e popolarità.