La donna non ha nome, non si ferma mai troppo a lungo nello stesso posto, non invecchia, non muore. A morire, invece, sono quelli che la incontrano. Adesca le sue vittime ritraendole o fotografandole, consacrandone poi l'immagine all'essenza del pianeta Venere. Le sue prede vengono ritrovate con i lineamenti e gli organi invertiti ma, dalla Russia del Settecento al New Mexico di oggi, nessuno è mai riuscito a fermarla. Quando Jake incontra Mariko all'aeroporto di Osaka ha un'intuizione: le morti delle due persone che entrambi hanno perso hanno un'inquietante somiglianza. Poco prima di morire avevano ricevuto la visita di una donna che li aveva condotti in una spirale di follia. È così che inizia la ricerca di Jake. Testimonianza dopo testimonianza, Paese dopo Paese, si dipana la ragnatela tessuta da una sola, imprendibile, anima nera votata a un astro crudele. Trovarla diventa una questione di vita o di morte, una corsa contro il tempo per fermare l'ultimo sacrificio, il cui altare viene eretto nella luce blu di una notte desertica, piena di stelle. Scritto con una lingua vitrea, Anima nera è un tallonamento del Male, per arrivare a vederne il vero marchio, impresso sul volto di una donna dai capelli neri.