Cosa c'entrano le 'oche' in un testo, che vuole rifarsi a un bisogno di 'raunar le fronde sparte' dell'albero del suo 'debutto' minacciate dal vento della dispersione? e poi le 'spine di paura'? Le 'oche', è evidente, in un simile contesto, alludono a ciò che sfugge, pensieri sogni persone ed eventi che siano: sono tutto ciò che sul capriccio del caso, al pari della 'piccola foglia frale' di leopardiana memoria inscritta nel titolo del libro precedente, è imprevedibile e imprendibile, restio ad ogni tentativo della 'padrona' di tenerne il filo, il controllo.' (dalla postfazione di Vincenzo Guarracino)