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Quarantanove giorni: il tempo che, secondo la tradizione buddhista, separa la morte dalla reincarnazione. Quarantanove poesie: il viaggio nello spazio sospeso in cui i morti continuano a parlare e la loro voce diventa quella di una moltitudine. Kim Hyesoon trasforma la morte da esperienza individuale a condizione collettiva. Nelle sue poesie riaffiorano le vittime della violenta storia contemporanea coreana, ma anche il dolore personale, la malattia, la memoria. L'io si dissolve, lascia spazio a un «voi» plurale, a un coro di anime senza nome che nella poesia tornano a esistere. La morte, qui, non è mai immobile né definitiva. È ciclica, ritmica, multidimensionale; irrompe nel linguaggio, nel silenzio, in un singhiozzo, in un urlo, in una risata. Con una poesia frammentaria e visionaria, feroce e insieme intima, Kim trasforma il trauma in energia e la perdita in una forma paradossale di presenza. La sua poesia attraversa il confine tra vita e morte per rovesciarlo: ciò che sembra silenzio si riempie di voci, ciò che è stato cancellato ritorna. Un'opera radicale e ipnotica, in cui la poesia tenta l'impossibile: dare forma all'incomprensibile e restituire alla morte il suo movimento, il suo ritmo, la sua inquietante vitalità.
Autobiografia della morte
€15,00
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| Ean | 9788806266578 |
| Titolo | AUTOBIOGRAFIA DELLA MORTE |
| Autore | KIM HYESOON |
| Editore | EINAUDI |
| Collana | COLLEZIONE DI POESIA |