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Barbaricus - viaggio nel medioevo con gli occhi degli altri
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Ean 9788807175329
Titolo BARBARICUS - VIAGGIO NEL MEDIOEVO CON GLI OCCHI DEGLI ALTRI
Autore RADULOVIC JENNIFER
Editore FELTRINELLI
Collana SCINTILLE
Rozzi, sporchi, brutali, invasori. Parole tenacemente aggrappate all'immaginario collettivo che, nel Medioevo come oggi, dicono una cosa sola: stranieri. Con una narrazione originale, che unisce il passo avvincente del racconto e il rigore del saggio, Barbaricus mostra l'altra faccia della storia, ossia le migrazioni dei popoli e i loro intrecci, osservati dalla parte &ldquo dell'altro&rdquo . Dietro l'etichetta stantia di &ldquo età dell'oscurantismo&rdquo , il Medioevo si rivela un periodo straordinariamente vivace, in cui differenti culture si osservano, dialogano, si scontrano, faticano a comprendersi e tuttavia finiscono per fondersi in un risultato complesso e fecondo. Le genti un tempo chiamate &ldquo barbare&rdquo mostrano creatività e risorse formidabili, generano nuove forme di convivenza e di sapere, e si rivelano spesso animate dalle stesse dinamiche, ansie e reticenze che ancora oggi segnano il nostro rapporto con l'altro. È proprio quest'ultimo il motore del viaggio proposto da Jennifer Radulovic, che evoca panorami storici caleidoscopici e guida il lettore attraverso secoli di migrazioni, guerre, alleanze e contaminazioni, alla scoperta di popoli e di personaggi fuori del comune. Tra Goti e Longobardi, Vichinghi, Crociati, Templari e Mongoli scorrono le vite di Costantino, del Barbarossa, di Gengis Khan e di molti altri, protagonisti di un'epoca che, tutt'altro che &ldquo buia&rdquo , fu il laboratorio di un'Europa nuova, attraversata da inquietudini e speranze che ancora ci appartengono. Con il rigore storico e la passione divulgativa che la contraddistingue, Radulovic smonta cliché e pregiudizi, restituendo un volto umano e molteplice alla Storia. Tra cronache e aneddoti, con ironia e forza narrativa, Barbaricus ci invita ad assumere il punto di vista dell'altro e a riflettere sulle analogie tra passato e presente: perché la storia dei &ldquo barbari&rdquo parla ancora di noi, delle nostre paure e della possibilità di riconoscersi nell'incontro con il diverso.

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