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Che esistano azioni da non compiere mai, quasi nessuno lo nega. Il disaccordo comincia subito dopo: quali sono e come si riconoscono? Attorno all'intrinsece malum – gli atti cattivi “in sé e per sé”, a prescindere da intenzioni e circostanze – passa una delle fratture più aspre della morale cattolica postconciliare. Aristide Fumagalli rifiuta l'alternativa fra conservatori e progressisti. Ricostruisce la genesi della dottrina – decalogo, Patristica, Scolastica, manualistica moderna, Veritatis splendor, Amoris laetitia – e ne individua il punto di cedimento: aver isolato l'oggetto dell'atto dal fine e dalle circostanze, riducendo l'agire morale a fisicità senza soggetto. Vi innesta una teoria simbolica dell'azione, dove l'oggetto nasce dall'interazione fra intenzione e circostanze. La verifica avviene su cinque casi – contraccezione, masturbazione, atti omosessuali, aborto, eutanasia – con esiti diseguali: non la liquidazione della dottrina, ma la sua riformulazione, oltre a un criterio praticabile per il discernimento.
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| Ean | 9788839934833 |
| Titolo | CIÒ CHE NON SI DEVE MAI FARE - PER UNA RINNOVATA INTERPRETAZIONE DELL'INTRINSECE MALUM |
| Autore | FUMAGALLI ARISTIDE |
| Editore | QUERINIANA |
| Collana | GIORNALE DI TEOLOGIA |
| Data pubblicazione prevista | 09/09/2026 |