Skip to product information
Arabpop - rivista di arti e letterature arabe contemporanee 2026
Available
Ean 9791282493017
Titolo ARABPOP - RIVISTA DI ARTI E LETTERATURE ARABE CONTEMPORANEE 2026
Autore AA.VV.
Editore TANGERIN EDITRICE
Collana ARABPOP
Data pubblicazione prevista 12/06/2026
Il confine non è soltanto una linea tracciata sulle mappe: è una soglia viva, un punto in cui l&rsquo identità si incrina, si interroga, entra in crisi. È proprio ai margini che nascono le ibridazioni, dove accenti e culture si sfiorano e si trasformano a vicenda. Se sono evidenti &ndash e spesso insormontabili &ndash i muri materiali da attraversare per raggiungere l&rsquo altro o per migrare altrove, altrettanto concreti e difficili da scalfire sono quelli simbolici: barriere sociali, disuguaglianze, distanze invisibili che separano anche chi abita gli stessi spazi. Ma questo decimo numero di Arabpop, Mappe e confini, dimostra che le cartografie si possono anche sabotare, distorcere &ndash come nelle opere di Razan al-Salah e Mona Hatoum &ndash o, nel caso dell&rsquo artista egiziano El Masry, sovraricamare per svelarne i processi di potere che le producono. Diventa allora possibile metterle in discussione, aprire varchi e far franare la solidità dei confini, incrinare l'idea che possano esistere confini stabili entro cui leggere corpi, identità e appartenenza: dall&rsquo inafferrabilità delle frequenze radio di Radio Alger durante la rivoluzione algerina o di Radio Alhara a Betlemme, in Palestina, alla migrazione di piante e semi nell&rsquo area subsahariana fino alle ibridazioni dei corpi che &ndash dal Libano ai Caraibi &ndash riflettono la porosità delle identità diasporiche in continuo scambio e trasformazione. Le tante Palestine disseminate nel mondo raccontate dalla scrittrice Lina Merouane, e la storia della ferrovia che un tempo connetteva Gerusalemme a Beirut &ndash che nulla a che vedere con una nostalgia coloniale, ma piuttosto con un sogno che persiste &ndash chiudono l&rsquo intreccio di voci che, in questo numero, mostrano mappe e confini nella loro natura polivalente: strumenti che ordinano e feriscono, che tracciano separazioni e producono esclusioni, ma anche superfici instabili, permeabili, e da cui è ancora possibile (ri)partire.

Ti potrebbero piacere